Lago di Garda I prodotti tipici : Olio-Vino

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L' OLIVO DEL GARDA

L'OLIVO E LA SUA STORIA

La storia dell'olio d'oliva ci accompagna in un percorso profumato, intenso, inebriante e tutto da scoprire. La sua capacità di adattarsi perfettamente alla cucina tipica lo ha visto protagonista assoluto come ingrediente irrinunciabile per sapore e semplicità. L'olio d'oliva ha origini antichissime. L'albero di ulivo e l'olio ricavato dai suoi preziosi frutti hanno accompagnato l'evolversi dell'umanità. L'ulivo veniva già coltivato circa 8000 anni fa nel Medio Oriente: si presume che le prime coltivazioni fossero in Siria o a Creta. In seguito i Fenici diffusero la coltivazione lungo tutte le coste del Mediterraneo, dell'Africa e del Sud Europa. I Greci ne favorirono lo sviluppo.I Romani, in ogni territorio conquistato, tentarono di coltivare questi frutti polivalenti (trascurando in alcuni casi le coltivazioni esistenti dell'Italia meridionale). In molti casi gli stessi ordinarono alle popolazioni conquistate il pagamento dei tributi sotto forma di olio. Sempre i Romani riuscirono a costruire i primi strumenti per la spremitura delle olive e a perfezionare maggiormente le tecniche di conservazione dell'olio.
Nel corso dei secoli l'uomo ha saputo riconoscere con estrema precisione i periodi per la coltivazione, la raccolta e la lavorazione finale.
Durante l'inverno la terra riposa, generando così un processo (tutto naturale) adatto all'ingresso nel periodo primaverile, la natura prende corpo, donando ai rami degli olivi fiori e gemme, l'estate porta con se il clima migliore per iniziare il processo di maturazione dei frutti. L'autunno nel suo percorso evolutivo stagionale seguito dall'inverno chiude il ciclo con la raccolta delle olive mature.

Vigne ed olivi dominano il paesaggio agricolo della riviera orientale del Garda. L'olivo è signore incontrastato del tratto settentrionale. La parte meridionale è il regno della vigna, qui e là inframmezzata dall'oliveto. Da quand'è che qui si coltiva l'olivo? Dall'età alto-medievale. Con sicurezza. Furono i grandi monasteri dell'epoca a favorirne ed incentivarne la coltura. Gli ordini religiosi avevano bisogno d'olio per l'illuminazione delle chiese e per i riti sacri, ma dal Mediterraneo non ne arrivava a sufficienza. Cominciarono così a far piantare olivi ovunque fosse possibile, e i laghi prealpini si mostrarono particolarmente adatti. "Garda deputavit ad olium" statuì nell'835 Wala, l'abate del potente monastero di San Colombano di Bobbio: è forse la data d'inizio dell'olivicoltura intensiva sulla riviera benacense.
L'olio extravergine d'oliva del Garda ha ora il marchio europeo della dop, la denominazione d'origine protetta. È un olio che si caratterizza per la straordinaria leggerezza, la facile digeribilità, i delicati toni fruttati: un gioiellino. Quand'è appena spremuto, la tradizione vuole che lo si provi sulla bruschetta oppure sulle patate lesse. Terzo test tradizionale: un'insalata di solo radicchio rosso di Verona condita con olio, aglio e un trito finissimo d'acciughe. In tavola accompagna tutta la cucina tipica del territorio.


I VIGNETI DEL GARDA

IL VINO E LA SUA STORIA
La sponda occidentale del lago di Garda e' una delle mete turistiche piu' amene e rilassanti che si possano immaginare. Qui, alla bellezza dei luoghi, ed alla dolcezza del clima, mite anche nei piu' freddi mesi invernali, si possono associare i piaceri di una cucina raffinata e di vini caratterizzati da una immediata piacevolezza.
Uno dei primi grandi estimatori di questi vini, in particolare del Chiaretto, fu Papa Leone X. Anche nel Rinascimento esisteva l'usanza di ingraziarsi i potenti facendo pervenire loro omaggi con caratteristiche di esclusivita'; il Marchese di Mantova penso' bene di far pervenire al papa pesci e vini del lago di Garda, ottenendo, proprio con il "clareto", l'effetto di entusiasmarlo.
La qualita' dei vini della Riviera del Garda e' determinata principalmente dalla natura dei terreni e dall'eccezionale microclima: la grande massa delle acque del lago, infatti, ha una determinante funzione di regolatore climatico, stemperando i rigori dell'inverno e mitigando la troppa calura dei mesi estivi. Per questa ragione i viticoltori locali non hanno mai sentito l'esigenza di affiancare ai vitigni tradizionali della zona varieta' diffuse con successo in altre aree vinicole o importate, anche sulla scia di mode emergenti, dalla Francia o dalla Germania.

DATI COMMERCIALI

Strutture di produzione: 147 produttori.
Numero ettari iscritti: 304,31.
Quantita' max producibile: 25.866 hl.
Quantita' prodotte: 16.074 hl.
Strutture associative: Consorzio Tutela Vini Bresciani
Doc, 61, via Vittorio Emanuele II, 25100 Brescia BS - Tel. (030) 52098
Data di costituzione: 1962.
 
Regione : Lombardia
Tipologia: Chiaretto
Gradazione alcolica minima: 11,5%.
Acidita' totale minima: 5,5 per mille.
Estratto secco netto minimo: 18 per mille.
Invecchiamento: nessuno.
Caratteristiche organolettiche: colore rosato cerasuolo con riflessi rubino; profumo delicato e gradevole; sapore morbido, con fondo neutro o leggermente amarognolo, che ricorda la mandorla amara.
Qualificazioni: nessuna.

Abbinamenti :insaccati freschi, pizze e calzoni, risotti con verdure, zuppe di pesce di lago saporite, animelle, cervella e verdure fritte.
Tipologia: Rosso
Gradazione alcolica minima: 11%.
Acidita' totale minima: 5 per mille.
Estratto secco netto minimo: 21 per mille.
Invecchiamento: nessuno.
Caratteristiche organolettiche: colore rosso rubino intenso e brillante; profumo vinoso, caratteristico; sapore asciutto, sapido, caratteristico, a fondo leggermente amarognolo.
Qualificazioni: con una gradazione alcolica minima del 12% ed un anno di invecchiamento, puo' portare la qualifica "Superiore".

Abbinamenti :antipasti saporiti, zuppe di verdura, risotti alle erbe, carni bianche arrosto o grigliate, scaloppine di vitello con salse semplici, formaggi vaccini di media stagionatura

LUGANA
PASSIONE DEL VINO E TRADIZIONE DI UNA TERRA:
UN VITIGNO AUTOCTONO PER DIFENDERE UN'IDENTITA'
E' proprio vero che le rarità, per definizione, sono perle qualitative nascoste al mondo della commercializzazione allargata, ricercate dagli appassionati, tutelate da chi davvero sa apprezzarne il valore.
Il mondo enologico ci regala un'altra di queste inestimabili perle, il Lugana.Questo vino è legato in modo inscindibile alla zona DOC di provenienza, la Lugana, quella piccola e preziosa regione adiacente alla sponda meridionale del Lago di Garda che abbraccia il comune veronese di Peschiera del Garda e quelli bresciani di Sirmione, Desenzano del Garda, Pozzolengo e Lonato. Un bacino lombardo - veneto che si dispiega in un susseguirsi di vigne e alberghi, cantine e residence. E pensare che un tempo c'era solamente la Selva Lucana, una foresta acquitrinosa popolata da cinghiali, cervi e daini. Quando si degusta un Lugana si apprezza immediatamente il pregio del vino e si riconoscono le meraviglie del territorio di provenienza, dove il terreno, influenzato dalla remota origine morenica, è costituito da una variegata combinazione di argilla prevalentemente calcarea, ricca di sali minerali."Un rosso mascherato da bianco - come lo definisce il giornalista Angelo Peretti - in cui l'evidenza della femminea fragranza del bianco nasconde in sé il carattere e la virile struttura del rosso".Vini bianchi DOC, i Lugana, di grande sapidità, struttura, schiettezza, dove l'armonia dei profumi e le tonalità, brillanti paglierine con sfumature verdognole o riflessi dorati, si fondono insieme e rapiscono per intensità e carattere."Bevi il tuo Lugana giovane e godrai della sua freschezza. Bevilo di due o tre anni e ne godrai la completezza. Bevilo decenne, sarai stupefatto della composta autorevolezza", così l'esperto Luigi Veronelli definisce questo vino eccezionale, sottolineandone la particolare longevità, qualità preziosa nei bianchi. Continua dichiarando come "i Lugana, cosa rara nei vini, hanno una straordinaria capacità di farsi riconoscere. Tu assaggi un Lugana e, se sei un buon assaggiatore, non puoi dimenticarlo". I vini Lugana vengono prodotti in tre tipologie: Lugana, Lugana Superiore, affinato almeno un anno e Lugana Spumante, ottenuto con metodo Classico o Charmat. E' strabiliante come questi vini riescano ad essere fruibili in ogni situazione...stuzzicanti come aperitivi, pregevoli sugli antipasti all'italiana e destinati a matrimonio d'amore con il pesce di lago, abbinati a pietanze eleganti e delicate di ogni genere, dai formaggi dolci agli insaccati.


Franciacorta
Gli spumanti Franciacorta docg sono prodotti col metodo tradizionale, nelle tipologie non dosato, extra brut, brut, extra dry, sec, demisec e il saten; esiste anche il rosè. Il millesimato ha un'elaborazione di almeno 37 mesi, 30 dei quali in bottiglia. Le uve sono quelle classiche della spumantistica di qualità: chardonnay e pinot bianco e nero.


Garda, Garda Classico, Riviera del Garda Bresciano e Colli Morenici Mantovani del Garda (Lombardia e Veneto)
La denominazione d'origine controllata Garda è nata nel 1996. Interessa un consistente numero di vini prodotti in una vasta area, che comprende la riviera bresciana del lago di Garda ed il suo entroterra e una porzione amplissima della provincia di Verona (praticamente tutto il territorio già interessato dalle altre doc veronesi, dal lago sino all'Est veronese. La denominazione Garda classico è tuttavia riservata soltanto a determinate tipologie di vini (bianco, chiaretto, rosso, rosso superiore, Groppello e Groppello riserva) prodotti sulla riviera bresciana e nel suo entroterra (Bedizzole, Calvagese, Desenzano, Gardone Riviera, Gargnano, Gavardo, Limone, Lonato, Manerba, Moniga, Muscoline, Padenghe, Polpenazze, Pozzolengo, Puegnago, Roè Volciano, Salò, San Felice del Benaco, Sirmione, Soiano, Tignale, Toscolano Maderno, Tremosine, Villanuova sul Clisi, Vobarno). Il Garda classico tende alla sostituzione della precedente doc Riviera del Garda bresciano, cui si è sovrapposto. La doc Garda mira a sostituire anche la precedente doc Colli morenici mantovani del Garda, che interessa i vini della porzione della provincia di Mantova più vicina al lago di Garda.
Le tipologie della doc Garda sono parecchie. Per quanto riguarda i bianchi, la denominazione Garda con la specificazione Garganega, Pinot bianco, Pinot grigio, Chardonnay, Tocai, Riesling italico, Riesling, Cortese, Sauvignon è riservata ai vini ottenuti da vigneti consistenti almeno per l'85% dai corrispondenti vitigni. Per i rossi, la percentuale dell'85% è necessaria per fruire della doc Garda nelle sottodenominazioni varietali Cabernet, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot nero, Marzemino, Corvina, Barbera.
La denominazione Garda classico è riservata ai vini prodotti sulla riviera bresciana del lago e può essere rivendicata soltanto per le tipologie bianco (con almeno il 70% di riesling), chiaretto, rosso e rosso superiore (tutti e tre caratterizzati dalla presenza di almeno il 30% di uve groppello, più un 5% ciascuno di marzemino, sangiovese e barbera), Groppello (prodotto almeno per l'85% con uve di groppello nei tipi gentile, Mocasina e groppellone). Il Garda classico Groppello, in particolare, è un vino rosso rubino; ha profumo fresco, fruttato, leggermente speziato e sapore vellutato, sapido, con fondo ammandorlato. Il Garda classico Groppello riserva è rubino intenso e ha sapore giustamente tannico.


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